Labirinto di Porsenna

Il percorso sotterraneo noto come "Labirinto di Porsenna" ha il suo ingresso presso il Museo della Cattedrale e si sviluppa lungo una porzione della rete di acquedotti di epoca ellenistica per poi accedere in una monumentale cisterna romana. La visita termina alla torre campanaria che è anche l'uscita del percorso.

Il labirinto di Porsenna è accessibile sono in visite guidate per le quali bisogna rivolgersi alla biglietteria del Museo della Cattedrale e si effettuano soltanto durante gli orari di apertura del Museo della Cattedrale.

Orari della visite:........mattina:..........10.10 - 10.50 - 11.30 - 12.10
                                 pomeriggio:....16.10 - 16.50 - 17.30 - 18.10


Biglietto comprensivo del Museo della Cattedrale:
intero:...............................€ 5,00
gruppi:..............................€ 4,00
scuole elementari:..............€ 1,50
scuole medie:....................€ 2,50
scuole superiori:................€ 3,50

Il Labirinto di Porsenna è inserito nel circuito del Biglietto Unico, acquistabile presso l'Ufficio Turistico. (Al momento il Biglietto Unico è sospeso)


Parte integrante del Labirinto di Porsenna è l'Orto Vescovile, piccolo giardino nel quale sono venute alla luce alcune sezioni delle cinte murarie della città sovrapposte in una monumentale sequenza stratigrafica. La prima cinta, di età ellenistica, è costituita da un muro in blocchi squadrati di travertino disposti a secco su tre filari affiancati. Alla metà del II sec. a.C. gli venne addossata una struttura in blocchi di travertino legati con malta, obliterata all’inizio del secolo successivo. Il muro ellenistico è tagliato da quello romano in blocchi di travertino leggermente bugnati, finemente connessi con malta, e databile agli inizi del I sec. a.C.. Mentre il muro romano è stato utilizzato come fondazione per una torre con basamento a scarpa, pertinente alla cinta quattrocentesca, sul muro etrusco insiste la facciata di una casa medievale, in cui sono evidenti i fori per le travi ed un’apertura, forse una piccola finestra. Alle spalle del muro etrusco è situata una cisterna romana a pianta quadrangolare con banchina di ispezione, attualmente inaccessibile.




Sotto tutta la collina si estende un grande sistema di cunicoli e gallerie scavate in un banco sabbioso, distribuite su più livelli ed intercalate da molti pozzi ascendenti. Si tratta di un ingegnoso sistema di drenaggio ed approvvigionamento idrico, attivo sicuramente già in epoca etrusca, come ha confermato lo studio degli oggetti recuperati nei recenti scavi effettuati dal gruppo archeologico “Città di Chiusi” con l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologica della Toscana. Da sempre questo “Labirinto” lega la sua fama al re etrusco Porsenna (VI sec. a.C.) e al suo leggendario mausoleo Oggi è possibile per il turista visitare parte di questa rete sotterranea. Il 24 giugno 1995 è stato infatti inaugurato un percorso che ha inizio nell’Orto Vescovile e che, dopo aver esplorato circa 120 metri di gallerie porta ad una cisterna etrusco-romana dalla quale si risale all’interno della torre campanaria visitabile fino alla sommità dove si gode uno stupendo panorama sulla Valdichiana, sui laghi e sui monti Cetona e Amiata.




Cisterna Romana
Si trova quasi in asse con la torre e collegata ad essa mediante la scala di accesso; fu rinvenuta nel secolo scorso e fatta risalire al I sec. a.C.. È costituita da un vasto ambiente a pianta circolare scavato nel banco di arenaria alternata a lenti di conglomerato su cui sorge la città, e impermeabilizzato con cocciopesto. Il vano è ricoperto da due volte a botte di forma ellittica, raccordate alle pareti della cisterna con pennacchi e sostenute da un pilastro quadrangolare centrale: sia la volta che il pilastro sono costruiti in blocchi di travertino. Su ciascuna delle volte si aprono due pozzi circolari per la captazione delle acque. Uno studioso tedesco ha supposto che essa potesse essere utilizzata dal collegium centonianorum(i vigili del fuoco di epoca romana), la cui schola, menzionata in un epigrafe rinvenuta nel vicino Orto del Vescovo, doveva trovarsi nelle vicinanze.



Torre Campanaria
Fu eretta nei primi anni del secolo XII con materiale proveniente dalla demolizione di alcuni edifici a carattere strategico appartenenti precedentemente ai conti Farolfi e al vescovo Lanfranco che resse la chiesa di Chiusi alla fine dell’XI secolo. La cella campanaria, in laterizi con angolate in pietra, fu fatta costruire nel 1585, dal vescovo fiorentino Masseo Bardi.